Toro, Parka e Northern Soul

MODERNISM: Not a fashion, a way of life

Eccomi

Utente: Pejo_Mod
Nome: Pejo
Un cazzuto Mod, tifoso del Toro, amante della Guinness, delle Lucky e dello ska. Ingenuo, attaccabrighe, disponibile, vendicativo, stronzo : un paradosso vivente con addosso le clark's.

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lunedì, 25 aprile 2005

25 Aprile 2005:

ORA E SEMPRE RESISTENZA

E ci risiamo. I tentativi di strumentalizzazione di alcuni concetti da parte di alcuni individui non finiscono mai.                                                                                                   

Dopo quanto successo per le elezioni, di cui ho già scritto, i nostri "amici" della destra sociale italiana cercano di far proprio un altro basilare concetto: la giornata del 25 Aprile.

Passino le scritte dei tamarri che leggo ogni giorno , tipo "25 aprile quando i vili diventano eroi" oppure "25 aprile : una libertà sporca di sangue". Tanto, come ho già detto più volte, certa gente è cerebrolesa, quindi è inutile cercare di fargli capire come stanno realmente i fatti.

La cosa che mi ha più sconvolto è stata l'iniziativa presa non da un un gruppetto di sedicenti fascistelli di barriera, ma niente popò di meno che da un partito politico (quindi un'organizzazione UFFICIALE E REGOLARIZZATA dallo Stato), il partito di pino rauti:la fiamma.

Stavo cazzeggiando betamente sul sito di indymedia, quando ho letto un post che recitava all'incirca così: "Il msi rende onore ai suoi caduti", credendo si trattasse di una sorta di satira l'ho aperto e con mio sommo (dis)piacere ho visto che nn era satira, bensì un bel volantino granata con su stampato il Tricolore con annesso aquilotto nazista , il simbolo del suddetto partito e con una scritta cubitale: Onore a chi ha difeso la libertà dell'Italia.

Ora dico, vabbè che hanno fatto il papa nazista (ex cappellano della luftwaffe, custode della fede, conservatore, reazionario e così via...) però sti "neri" si prendono un po' troppe libertà

Io mi chiedo come si fa a dire che i fascisti siano martiri della libertà, con quale faccia certe persone possono dire tali nefandezze.

Purtroppo l'ignoranza di alcuni e la malafede di altri fanno sì che frasi di questo genere trovino del pubblico consenso e vengano erette a  "unica voce contrastante il pensiero comunista che manipola la storia".

E' per questo che 60 anni dopo quel glorioso 25 aprile 1945 non dobbiamo smettere di resistere a ogni forma di fascistizzazione che questi(supportati in molti casi dalle autorità) cercano di mettere in atto, marciando sul tacito consenso del popolo.

Dobbamo far sentire la nostra voce, lottare e combattere, e anche se non riusciremo a sconfiggere questo pensiero traviato  e fuorviante se non altro faremo vedere che noi ci siamo , siamo lì, pronti alla lotta affinchè la memoria dei nostri "padri" sia onorata, e sia onorata soprattutto la lora battaglia contro i fascisti e contro i repubblichini, perchè, anche se in tanti cercano di riabilitare la loro posizione, i repubblichini hanno potuto fare una scelta: e l'hanno fatta sbagliata.

Con rabbia, stile e fervende stalinismo. Pejo

per chi fosse interessato a vedere il volantino l'indirizzo è http://italy.indymedia.org/news/2005/04/777884.php

Postato da: Pejo_Mod a 10:53 | link | commenti (33) |
attualità

giovedì, 21 aprile 2005

NUNZIO VOBIS EXIGUUM GAUDIUM:

 

HABEMUS PAPAM 

 

Quando martedi ho saputo che l’esimio cardinale Joseph Ratzinger era stato nominato papa il mio primo pensiero è andato al nome che avrebbe scelto: Reich IV o Adolf II?  Invece ha deciso di farsi chiamare Benedetto VXI , e dato che il XV si è schierato apertamente contro la prima guerra mondiale, mi sono chiesto iper quale motivo un papa conservatore e “custode del sacro dogma” avesse fatto tale scelta.

 

 

 Dopo essermi documentato ho trovato la risposta : il suo omonimo predecessore si dimostrò poco attento alle problematiche sociali e condannò a gran voce la lotta che si era instaurata tra capitalisti e lavoratori. Quindi considerando che il sig. Ratzinger è “discepolo” di giovanni paolo II credo che non ci sia più spazio per equivoci.

 

 

Nella sua omelia pro eligendo pontifici l’attuale papa ha condannato “la dittatura del relativismo”  indicandola come un mostro da sconfiggere a tutti i costi magari imponendo al mondo l’unica verità assoluta e incontestata e incontestabile: quella della chiesa.

 

 

Evidentemente Ratzinger, colto da un attacco di “complesso di inferiorità” si è detto: “ g.p. II ha sconfitto il Comunismo , io che figura faccio se non sconfiggo nessuno?” E allora ha creato un nuovo mostro, un nuovo pericolo per l’intera umanità: appunto il relativismo.

 

 

Ora, a parte il fatto che non sono molto d’accordo che il Comunismo  sia stato sconfitto dal papa, io vorrei sapere che cos’è il relativismo.

 

 

Ammetto di essere ignorante, ma non lo so.

 

 

Nella mia mente, fino a pochi giorni fa, lo associavo alla libertà di pensiero e di opinione, che come dice il suddetto termine sono relative (però la loro relatività sta nelle tesi sostenute, non nel fatto che sia relativo concederle o meno…).

 

 

Adesso, dopo il discorso del sommo pontefice, non so più cosa voglia significare questo termine.

 

 

Non credo che la beneamata santa romanae ecclesiae abbia intenzione di privarci di tali volontà.

 

 

Anche perché questo papa è discepolo del “buon” Woytjla, quindi non importa se nel 1985 ha torchiato (fortunatamente solo a livello morale) il teologo brasiliano Boff, gli ha imposto “l’ossequioso silenzio” e l’ha obbligato a lasciare i francescani.

 

 

Non importa se ha obbligato il peruviano Gutierrez a far passare i suoi scritti al vaglio dell’arcivescovo di Lima , censore dell’Opus Dei.

 

 

Queste cose le ha fatte in quanto “responsabile del santo uffizio e custode della fede”, ed essendogli, tale incarico, stato dato dal buon g.p. II anche lui è sicuramente un buono…

 

 

Tuttavia onde evitare spiacevoli situazioni, quando mi rivolgete la parola, specificate sempre bene chi siete, perché con l’aria che tira non vorrei essere accusato di “sentire le voci” e fare la fine di Giovanna d’Arco.

 

 

 

 

Saluti modernisti e anticlericali, Pejo

 

 

Postato da: Pejo_Mod a 15:25 | link | commenti (14) |
attualità

domenica, 17 aprile 2005

IL MODERNISMO SECONDO ME

Cosa  spinge un teen-ager del XX secolo ad abbracciare la folosofia Mod?

Questa domanda ricorre spesso nella mia testa. Questa domanda mi viene posta con regolarità quasi quotidiana.

Passo delle ore a cercare di capire  perchè mi viene posta poichè la risposta per me è immediata: la voglia di essere, di vivere e di lottare.

Alla fine cos'abbiamo di tanto strano? Siamo delle bestie rare? Non credo. O meglio, credo che qualunque ragazzo dovrebbe essere attacato alla propria terra, alla propria persona e dovrebbe cercare di lottare contro un sistema che vuole livellare le coscienze.

La nostra diversità dove sta? Facendo un'analisi superficiale starebbe solo nella musica: i Secret Affair sono sconosciuti ai più e Weller è un "alieno" per la grande maggioranza dei teen-ager.

Invece io credo che la nostra differenza stia nel saper affrontare la vita in un modo diverso dagli altri, in un modo migliore.

Perchè, mi chiedo, ci si debba ridurre a vestirsi in maniera esteticamente penosa per essere "alternativi" al sistema?

Non si può esserlo ma cercando di curare al meglio la propria immagine? Qualcuno potrebbe rispondermi: si, ma così facendo finisci per far parte del sistema stesso.

E' vero, però questi individui che obiettano tale cosa dovrebbero tener conto che un certo "Carletto" Marx sosteneva che si dovesse entrare a far parte "dello stato borghese" per poterlo abbatere.

Perchè bisogna consegnare il proprio divertimento in mano alle droghe? Non basta un po' di sano Ska e tanta voglia di ballare? Secondo me sì, e a volte, quando hai sudato anche l'anima, oltre a bastare vanza pure...

Perchè, per combattere il sitema, si deve disonorare la propria Patria? I partigiani combatterono il "sistema" fascista, ma il concetto di amor patrio ce l'avevano bene chiao in testa.

Perchè, mi chiedo infine, gli individui che si vestono di stracci,si drogano e non amano la patria, definendosi a sproposito comunisti (ahimè...) poi li vedi in giro su macchinoni, con cellulari ultima generazione e portafogli sempre colmo?

Forse perchè quel modo di essere alternativi, di essere contro è diventato un must per ogni ragazzo della media borghesia, che vive nel sistema, ne è schiavo ma non se ne rende conto (o peggio ancora non vuole rendersene conto).

Credo che ci siano due modi di lottare, di opporsi: uno è quello sopra citato, l'altro è un modo sano, vero , "original". E' un modo che contiene al suo interno tanti altri sbocchi, e uno di questi, per me il migliore, è l'essere Mod, il poter dire, tanto per fare un esempio, "viva l'Italia" con la consapevolezza che questa frase non sia di proprietà di alcuni reazionari ma sia, usando un gergo moderno, di pubblico dominio.

Ecco cosa spinge un teen-ager del XX secolo ad essere Mod, o per lo meno è ciò che ha spinto me.

Con rabbia e stile, Pejo

Postato da: Pejo_Mod a 01:41 | link | commenti (7) |
secondo me

venerdì, 08 aprile 2005

Riporto qui sotto il pensiero di un mio carissimo amico d'infanzia, con cui sono cresciuto e con cui ho condiviso moltissime esperienze adolescenziali. Sabato scorso è venuto con me in Piazza e queste sono le sue impressioni.  

"Ho sentito parlare per la prima volta di Mods due anni fa, ad una serata organizzata al St Martin, dopo l'uscita del disco degli statuto "I campioni siamo noi".  Ricordo di essere rimasto affascinato da questa filosofia, cultura, stile di vita o qualsiasi cosa sia il Modernismo.
Successivamente non ho più approfondito l'argomento fino a che, dopo avere letto il libro di Oskar e aver visto Quadrophenia, sabato scorso ho deciso  di passare il pomeriggio con Pejo e gli altri Mods di Piazza Statuto, dove ho potuto avvicinarmi un po' di più al movimento Mod.  Come due anni fa l'incontro è stato positivo : Ho trovato un gruppo che, pur con un forte senso di appartenenza al movimento e fiero e orgoglioso della propria scelta di vita, è molto aperto allo scambio di opinioni con chi, come me si sta interessando ad approfondirne la conoscenza.
Avrò sicuramente modo di passare altre giornate o serate con i Mods di Piazza Statuto e sono sicuro che i prossimi incontri saranno altrettanto entusiasmanti e mi permetterano di scoprire qualcosa in più sulla cultura Mod.              Gip  "

Postato da: Pejo_Mod a 14:21 | link | commenti (1) |
la mia vita in piazza statuto

giovedì, 07 aprile 2005

LA POLITICA KAROL WOJTYLA

 

 

 

 

Prendendo spunto da un articolo del teologo dissidente Kung , pubblicato sul Corriere della Sera, colgo l’occasione per cercare di far riflettere il più possibile su quanto stia avvenendo in questi giorni, dopo la dipartita di Karol Wojtyila, di come sia sbagliato elogiare ed enfatizzare la sua figura a priori e senza dar vita ad un’oggettiva analisi critica.

 

 

 

 

 

A tal proposito riporto dunque qui di seguito i punti che evidenziano le contraddizioni tra l’immagine che si vuol dare di Wojtyla e come sia realmente stato.

 

 

Ha portato avanti, durante i  27 anni di pontificato, una gestione “vaticanocentrica”, che smentisce le risonanti dichiarazioni di apertura ed ecumenismo, con una pratica reazionaria nei confronti delle seguenti categorie :

 

 

 

 

1_  I poveri, ostacolando il controllo delle nascite e quindi condannando quella che è rimasta, in alcuni casi, l’unica via per condurre una vita dignitosa

 

 

b) Le donne, demonizzando il sesso, negando la loro ordinazione, condannando l'uso della pillola ( e contraccettivi in genere), mantenendo un sacerdozio maschile e celibe (non previsto nella Bibbia)

 

 

 

 

c) Le altre religioni, definite "forme deficitarie di fede" ( e un’apertura significativa c’è stata solo con l’ebraismo)

 

 

 

 

d) I movimenti e i religiosi critici che sono stati isolati, discriminati, ridotti alla museruola e demonizzati in nome di Cristo

 

 

e) I principi di democrazia e di divisione dei poteri, inoltre  non è stata sottoscritta la                                        Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo;

 

 

f) Le vittime degli orrori e dei peccati della Chiesa, presentati come compiuti da alcuni figli, ma non dai papi o dalla chiesa in quanto tale, non nominando mai le vittime della pedofilia ecclesiastica, non facendo riferimenti a personaggi quali Bonifacio VIII  o Pio XII (che non si pronunciò a riguardo di Fascismo e Nazismo rifiutando di fatto una loro condanna) o alla “santa” inquisizione (Giovanna D’Arco docet…)
 

 

 



 


Mi auguro che queste poche righe possano mettere il maggior numero di persone possibili in condizione di dar vita ad un’analisi critica della figura di Wojtyla e della sua politica, che a conti fatti risulta essere  medievale, controriformista, antimoderna, antilaica.

 

 

 

 

 

Pejo

 

Postato da: Pejo_Mod a 13:40 | link | commenti (1) |
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