MODERNISM: Not a fashion, a way of life

Nome: Pejo
Un cazzuto Mod, tifoso del Toro, amante della Guinness, delle Lucky e dello ska. Ingenuo, attaccabrighe, disponibile, vendicativo, stronzo : un paradosso vivente con addosso le clark's.
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Clark's, bowling shoes e mocassini, sta-press, 501 e gonne, tailleurs e completi smart 60's, camicie, camiciotti e fred perry, parka e barracudas : lo stile è forza, lo stile è vita. Dialetti che si mischiano al sudore sul dancefloor, racconti di avventure, cazzate e bagordi, il romano che parla della realtà di S.Lorenzo, il lombardo che "sponsorizza" una serata dalle sue parti e il piemontese orgoglioso di quanto è riuscito a mettere in piedi. Si canta, si ride si balla,si suda "come negri" giocando a biliardino : ogni dieci minuti devi spendere 3 euri in liquidi perchè l'unico tuo liquido (il sudore) impregna il dancefloor in profondità e il caldo non ha pietà del tuo corpo scatenato al ritmo di "Town called malice". Ti sposti di 400 km per stare insieme a persone come te, persone con stile, rabbia e tanta voglia di fare e divertirsi, poi se dovrai aspettare il treno del ritorno per 4 ore non importa, ciò che conta è tutto quello che è successo prima. Vedere persone che si dannano per ballare al meglio un pezzo ska ed entrare in uno stanzino di 30 metri quadri in cui 20 individui ti catapultano indietro di 40 anni con i loro abiti e le loro movenze. Sapere che non sono tanti quelli come te, ma essere certo che su quei pochi puoi davvero contare ciecamente, senza il minimo dubbio. Conversare con un diciotenne e scoprire che anche il quarantenne di fianco a lui la pensa come il ragazzino, perchè è giovane dentro, perchè vuole fare, perchè vuole vivere al meglio. Siamo pochi (forse) ma siamo grandi, siamo i migliori, siamo i Mods! ONLY RESPECT FOR US. MODS!
Oggi ho sentito al tg1 l'intervista ad un carcerato-attore. Non ho seguito bene il servizio, ma pare sia stato fatto un film in cui 4 carcerati interpretano se stessi. Dopo lo spiegone dell'inviato hanno intervistato gli attori e uno di questi ha detto una cosa che trovo a dir poco spiacevole. Parlando della sua detenzione ha pronunciato la seguente frase: "la strada o ti porta alla morte o ti porta alla galera, io sono dentro da otto anni perchè ho vissuto la strada". Magari sembrerò poco politically-correct ma trovo che persone come quelle non siano degne di dire "ho vissuto la strada" e soprattutto non si debbano permettere di sentenziare strada = galera o morte. La strada va saputa vivere, se la sai vivere non ti porta alla galera (per lo meno non ad anni di galera), magari alla morte sì, ma alla galera è difficile. Ma la cosa che mi ha fatto incazzare è questa chiusura mentale, la strada non è solo galera e morte, la strada è crescere, migliorare, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze, confrontarsi, in poche parole la strada è : imparare a vivere. E, a mio parere, per far questo non è necessario essere Mod o essere Skin o altro, è necessario ESSERE. Se un individuo E' può vivere la strada, se non è, non solo non può vivere la strada, ma non può vivere nulla. Chi "non è" ha una vita telecomandata, è una marionetta che magari HA molto ma non è nessuno. E la differenza tra essere e avere, secondo me è una : l'avere si può acquisire, a volte si eredita, per essere devi nascere essendo e scoprire di esserlo.
ON THE STREET AGAIN, Pejo
P.S. chiedo scusa per il contorto uso dei verbi essere ed avere, ma non trovavo sinonimi altrettanto eloquenti.
Mancano 6 giorni al Flamingo Mod Clan e il pensiero ricorrente è : che cazzo mi metto? Sono in crisi esistenziale perchè non so in che modo vestirmi. Per molti sarà un problema superficiale, ma per me non lo è, quindi me ne fotto dell'idea dei molti e chiedo aiuto "agli altri". Io sarei propenso per un look più hard, però cazzo è una serata e in quanto tale va onorata al meglio con un bel vestito "smart". Non so che cazzo fare, avrò già cambiato idea 5 volte. L'ultima decisione è questa: completo con Fred Perry chiara sotto, la camicia e la cravatta sono state bocciate a prescondere. Amici, amiche e visitatori saltuari aiutatemi e consigliatemi. Comunque non proponete la cravatta e la camicia tanto non le metto. E' una rottura di palle ma sono contento di trovarmi in questa situazione. Vuol dire che c'è la volgia di essere al meglio, di essere, se possibile, perfetto, come ogni Mod dovrebbe essere. Mi rendo conto che forse ho esagerato perchè i problemi veri sono altri, ma ora come ora , non avendone (e mi tocco là dove si suole) mi cruccio per queste inezie. Rabbia, stile, rispetto e lealtà siano con tutti voi. Pejo
Noto con piacere che il blog ha superato le mille visite in pochi mesi di vita, sono contento perchè credo che confrontarsi, acnhe tramite internet, sia molto utile. In questi mesi ci sono state discussioni, commenti, critiche e complimenti. Così come i complimenti mi hanno stimolato a continuare, le critiche mi hanno aiutato a crescere. Ringrazio vivamente chi si è opposto al fatto che si facessero riferimenti alla politica, questi ragazzi mi hanno fatto capire che il modernismo è una cosa a se. Pur rimanendo della mia idea, ora riesco a scindere bene i due campi e questo non può che aiutarmi. Tuttavia io vengo da una realtà "proletaria" (tra virgolette perchè c'è chi sta molto peggio) e di periferia, quindi è radicato in me un forte senso politico di un certo tipo che non morirà mai. Spero di poter conoscere di persona tutti voi, magari proprio il 28 qui a Torino, potremmo finalmente scambiare due chiacchere e "riapacificarci" tra una birra e una canzone dei Jam. Sono davvero contento che questo blog sia seguito, non tanto per me, le mie soddisfazioni sono altre, quanto perchè è bello vedere che molte persone hanno gli stessi tuoi interessi e sono orgogliose del loro modo di vivere. E' vero, il Modernismo si fa sul cemento, in strada, ma credo che anche internet sia un buon mezzo di comunicazione, soprattutto quando non ci si può confrontare di persona causa distanze enormi. Tirando le somme posso solo dire che questo blog andrà avanti finchè sentirò dentro la voglia di lottare e migliorarmi, e, se mi conosco bene, quella non mi finirà mai.
Un saluto a tutti, RABBIA E STILE SEMPRE. Pejo.
Parole che descrivono i vestiti, frasi che sottolineano l'amore per un certo tipo di musica, elenco di negozi, capi d'abbigliamento e locali, opinioni e commenti. Sinceramente da un libro che si intitola "Mods: l'anima e lo stile" e la cui prefazione è firmata da Weller , mi aspettavo qualcosa in più. Mods mi ha deluso. Speravo di trovare tra quelle pagine le descrizioni di "eroiche" gesta dei "fratelli" di Jimmy non considerazioni di dj's. Credevo che il libro raccontasse la strada, invece racconta la notte, anzi no, la fa raccontare. Non metto in dubbio che sia una bella raccolta di testimonianze di persone che hanno vissuto sulla loro pelle quegli anni, la rabbia giovanile, la voglia di cambiamento e il "look", però, ripeto , mi aspettavo di più, molto di più. Sinceramente se dovessi consigliare a qualche persona interessata alla nostra cultura un libro per capire qualcosina in più, non consiglierei questo. Mi orienterei piuttosto su "il migliore dei mondi possibile" o, anche se ne ho letto solo qualche spezzone su "corretto al vetro". Essere Mod vuol dire avere idee, saperle esternare con stile, vivere la strada e tutto ciò che ne consegue. Non mi è piaciuta l'immagine che viene fuori da quel libro, a mio parere è distorta, si vede un modernista il cui unici scopi sono vestirsi in maniera perfetta, procurarsi le blu e ballare nel locale migliore. Per carità, condivido appieno il vestirsi bene e ballare (non condivido il discorso "blu") e non metto in discussione che quelle sopra citate fossero prerogative dei Mods inglesi, fatto sta che viene tralasciata tutta la parte ideologica del modernismo e ciò che ne risulta è l'immagine di persone superficiali. Forse ho ragione , o forse ono io troppo superficiale e non ho cpito dei concetti che sono nascosti dietro quelle testimonianze, fatto sta che non mi è piaciuto.
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