Toro, Parka e Northern Soul

MODERNISM: Not a fashion, a way of life

Eccomi

Utente: Pejo_Mod
Nome: Pejo
Un cazzuto Mod, tifoso del Toro, amante della Guinness, delle Lucky e dello ska. Ingenuo, attaccabrighe, disponibile, vendicativo, stronzo : un paradosso vivente con addosso le clark's.

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giovedì, 10 novembre 2005

Mi associo a quanto scritto dall'amico R.Keane, e non fregandomene di eventuali accuse che mi verrano mosse, riporto la stessa frase.

IO NON STO CON ISRAELE

PALESTINA LIBERA

 

Postato da: Pejo_Mod a 15:43 | link | commenti (5) |
attualità, secondo me

giovedì, 02 giugno 2005

Stamattina appena sveglio il primo pensiero è stato: devo mettere il Tricolore al balcone, devo onorare la mia Patria. Detto fatto, in 5 minuti sul mio balcone al sesto piano di una sperduta via di barriera, il Tricolore sventolava fieramente. Finito di appenderlo do un'occhiata in giro per vedere se ce n'erano altri ma ho visto il nulla più totale. Fino a ieri c'erano bandiere dublefas tricolori-bianconere che avevano invaso il quartiere, e oggi, per la festa della Repubblica, nemmeno uno stronzo si è degnato di esporla. I valori che fine hanno fatto? Viva l'Italia ONORE A MAMELI!

Postato da: Pejo_Mod a 19:58 | link | commenti (18) |
secondo me

mercoledì, 25 maggio 2005

Oggi ho sentito al tg1 l'intervista ad un carcerato-attore. Non ho seguito bene il servizio, ma pare sia stato fatto un film in cui 4 carcerati interpretano se stessi. Dopo lo spiegone dell'inviato hanno intervistato gli attori e uno di questi ha detto una cosa che trovo a dir poco spiacevole. Parlando della sua detenzione ha pronunciato la seguente frase: "la strada o ti porta alla morte o ti porta alla galera, io sono dentro da otto anni perchè ho vissuto la strada". Magari sembrerò poco politically-correct ma trovo che persone come quelle non siano degne di dire "ho vissuto la strada" e soprattutto non si debbano permettere di sentenziare strada = galera o morte. La strada va saputa vivere, se la sai vivere non ti porta alla galera (per lo meno non ad anni di galera), magari alla morte sì, ma alla galera è difficile. Ma la cosa che mi ha fatto incazzare è questa chiusura mentale, la strada non è solo galera e morte, la strada è crescere, migliorare, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze, confrontarsi, in poche parole la strada è : imparare a vivere.  E, a mio parere, per far questo non è necessario essere Mod o essere Skin o altro, è necessario ESSERE. Se un individuo E' può vivere la strada, se non è, non solo non può vivere la strada, ma non può vivere nulla. Chi "non è" ha una vita telecomandata, è una marionetta che magari HA molto ma non è nessuno. E la differenza tra essere e avere, secondo me è una : l'avere si può acquisire, a volte si eredita, per essere devi nascere essendo e scoprire di esserlo.

ON THE STREET AGAIN, Pejo

 

 

P.S. chiedo scusa per il contorto uso dei verbi essere ed avere, ma non trovavo sinonimi altrettanto eloquenti.

Postato da: Pejo_Mod a 20:42 | link | commenti (5) |
secondo me

giovedì, 12 maggio 2005

Parole che descrivono i vestiti, frasi che sottolineano l'amore per un certo tipo di musica, elenco di negozi, capi d'abbigliamento e locali, opinioni e commenti. Sinceramente da un libro che si intitola "Mods: l'anima e lo stile" e la cui prefazione è firmata da Weller , mi aspettavo qualcosa in più. Mods mi ha deluso. Speravo di trovare tra quelle pagine le descrizioni di "eroiche" gesta dei "fratelli" di Jimmy non considerazioni di dj's. Credevo che il libro raccontasse la strada, invece racconta la notte, anzi no, la fa raccontare. Non metto in dubbio che sia una bella raccolta di testimonianze di persone che hanno vissuto sulla loro pelle quegli anni, la rabbia giovanile, la voglia di cambiamento e il "look", però, ripeto , mi aspettavo di più, molto di più. Sinceramente se dovessi consigliare a qualche persona interessata alla nostra cultura un libro per capire qualcosina in più, non consiglierei questo. Mi orienterei piuttosto su "il migliore dei mondi possibile" o, anche se ne ho letto solo qualche spezzone su "corretto al vetro". Essere Mod vuol dire avere idee, saperle esternare con stile, vivere la strada e tutto ciò che ne consegue. Non mi è piaciuta l'immagine che viene fuori da quel libro, a mio parere è distorta, si vede un modernista il cui unici scopi sono vestirsi in maniera perfetta, procurarsi le blu e ballare nel locale migliore. Per carità, condivido appieno il vestirsi bene e ballare (non condivido il discorso "blu") e non metto in discussione che quelle sopra citate fossero prerogative dei Mods inglesi, fatto sta che viene tralasciata tutta la parte ideologica del modernismo e ciò che ne risulta è l'immagine di persone superficiali. Forse ho ragione , o forse ono io troppo superficiale e non ho cpito dei concetti che sono nascosti dietro quelle testimonianze, fatto sta che non mi è piaciuto.

Postato da: Pejo_Mod a 14:53 | link | commenti (49) |
secondo me

domenica, 17 aprile 2005

IL MODERNISMO SECONDO ME

Cosa  spinge un teen-ager del XX secolo ad abbracciare la folosofia Mod?

Questa domanda ricorre spesso nella mia testa. Questa domanda mi viene posta con regolarità quasi quotidiana.

Passo delle ore a cercare di capire  perchè mi viene posta poichè la risposta per me è immediata: la voglia di essere, di vivere e di lottare.

Alla fine cos'abbiamo di tanto strano? Siamo delle bestie rare? Non credo. O meglio, credo che qualunque ragazzo dovrebbe essere attacato alla propria terra, alla propria persona e dovrebbe cercare di lottare contro un sistema che vuole livellare le coscienze.

La nostra diversità dove sta? Facendo un'analisi superficiale starebbe solo nella musica: i Secret Affair sono sconosciuti ai più e Weller è un "alieno" per la grande maggioranza dei teen-ager.

Invece io credo che la nostra differenza stia nel saper affrontare la vita in un modo diverso dagli altri, in un modo migliore.

Perchè, mi chiedo, ci si debba ridurre a vestirsi in maniera esteticamente penosa per essere "alternativi" al sistema?

Non si può esserlo ma cercando di curare al meglio la propria immagine? Qualcuno potrebbe rispondermi: si, ma così facendo finisci per far parte del sistema stesso.

E' vero, però questi individui che obiettano tale cosa dovrebbero tener conto che un certo "Carletto" Marx sosteneva che si dovesse entrare a far parte "dello stato borghese" per poterlo abbatere.

Perchè bisogna consegnare il proprio divertimento in mano alle droghe? Non basta un po' di sano Ska e tanta voglia di ballare? Secondo me sì, e a volte, quando hai sudato anche l'anima, oltre a bastare vanza pure...

Perchè, per combattere il sitema, si deve disonorare la propria Patria? I partigiani combatterono il "sistema" fascista, ma il concetto di amor patrio ce l'avevano bene chiao in testa.

Perchè, mi chiedo infine, gli individui che si vestono di stracci,si drogano e non amano la patria, definendosi a sproposito comunisti (ahimè...) poi li vedi in giro su macchinoni, con cellulari ultima generazione e portafogli sempre colmo?

Forse perchè quel modo di essere alternativi, di essere contro è diventato un must per ogni ragazzo della media borghesia, che vive nel sistema, ne è schiavo ma non se ne rende conto (o peggio ancora non vuole rendersene conto).

Credo che ci siano due modi di lottare, di opporsi: uno è quello sopra citato, l'altro è un modo sano, vero , "original". E' un modo che contiene al suo interno tanti altri sbocchi, e uno di questi, per me il migliore, è l'essere Mod, il poter dire, tanto per fare un esempio, "viva l'Italia" con la consapevolezza che questa frase non sia di proprietà di alcuni reazionari ma sia, usando un gergo moderno, di pubblico dominio.

Ecco cosa spinge un teen-ager del XX secolo ad essere Mod, o per lo meno è ciò che ha spinto me.

Con rabbia e stile, Pejo

Postato da: Pejo_Mod a 01:41 | link | commenti (7) |
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